14.12.2015

"IL VIAGGIO DELL'ESILIO", DEDICATO AGLI ITINERARI DANTESCHI LA STRENNA 2015 DEL GRUPPO CASSA E DELLA FONDAZIONE

La strenna 2015 del Gruppo Cassa di Risparmio di Ravenna, con tutte le Banche che ne fanno parte (oltre la Capogruppo Cassa Spa,la Bancadi Imola Spa, il Banco di Lucca e del Tirreno Spa), e della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna pubblica “Il viaggio dell’Esilio” di Dante nel 750° anniversario della nascita, a Firenze.

Il ventiduesimo volume della collana che si sta sviluppando da oltre 20 anni, costituisce la continuazione di precedenti pubblicazioni che hanno visto concorrere anche alla promozione dei filmati e dei volumi su “Ravenna, immagini del ‘900”, (che ha ottenuto il Premio Guidarello), “La Romagnadella Via Emilia”, “La Rivieraadriatica dell’Emilia Romagna”, “Bologna e la sua provincia, fra gli anni ’20 e gli anni ‘70”, “Lo sfondamento della Linea Gotica”, “Di tanti Palpiti”, “La Ricostruzione: dalle distruzioni della guerra, alla rinascita dell’Italia”, “Come eravamo noi italiani” e “Le radici dello sviluppo economico e sociale nell’Emila Romagna”.

Il richiamo ad itinerari, città e paesaggi danteschi, attraverso la Romagna e l’Emilia, la Lombardia e la Toscana, ci introduce al contenuto del “Libro Strenna” di quest’anno, curato da Attilio Brilli, professore ordinario di letteratura americana, uno dei massimi esperti di letteratura di viaggio, con il progetto editoriale ideato dall’Editore Roberto Mugavero, di “Minerva Edizioni”.

“Il viaggio dell’esilio”, volume aperto dalla prefazione di Antonio Patuelli, Presidente del Gruppo Cassa di Risparmio di Ravenna Spa, di Lanfranco Gualtieri, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, di Giovanni Tamburini, Presidente della Banca di Imola Spa e di Mario Miccoli, Presidente del Banco di Lucca e del Tirreno Spa, ci conduce nella descrizione dell’Italia centro-settentrionale sulle tracce dell’esule Dante.

A partire dal primo Ottocento, infatti, si sviluppa in Europa un vivo interesse per il così detto “voyage dantesque”, per la ricostruzione del lungo percorso dell’esule, fino al suo approdo finale a Ravenna. Viaggiatori di ogni nazionalità, uomini di cultura, hanno costantemente tributato il loro omaggio alla Tomba di Dante, attigua agli Antichi Chiostri francescani della Fondazione Cassa, da Byron ad Alfieri fino a Chateaubriand che vi s’inginocchiò a capo scoperto.

La nobile famiglia di Guido Novello da Polenta ospita il Poeta esule a Ravenna. Oltre alla stima affettuosa della corte, Dante sembra che potesse contare sulla presenza in città dei figli e sicuramente di Antonia, che era monaca nel monastero di Santo Stefano degli Ulivi. La generosità di Guido Novello si manifesta in più occasioni e in particolare nel rispetto dell’autonomia del poeta al quale assegna una dimora che sembra si trovasse dinanzi al convento di San Francesco. Dante viene trattato con affettuoso riguardo da tutta la città, ed è in questa atmosfera serena che il poeta porta a compimento la Commedia.

Carducci stesso riguardo al soggiorno finale dell’esule nella città dei da Polenta scrive che “Ravenna, città solitaria e di grandi memorie, è l’asilo conveniente a Dante vecchio: qui non convegni di fuorusciti che tramino, non una corte ghibellina ove si spolitichi tutto giorno; ma la pianura, il mare, e le tombe de’ Cesari. Altrove alla grandezza dell’uomo recava pregiudizio l’affaccendarsi non sempre opportuno del partigiano: qui è onorato e riverito il poeta”.

Il viaggio dantesco diventa, così, anche un viaggio nel tempo della nostra storia, poiché ci permette di ricostruire territori e città non solo mediante gli occhi del poeta, ma anche attraverso le pagine affascinanti di coloro che ne hanno seguito fedelmente le orme.

Il viaggio dantesco è un viaggio nell’identità italiana. 

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